Come far diventare business una propria competenza

Stefania Panaro intervista Daniele Cantatore

Ciao Daniela, per iniziare, ti chiedo che senso ha per te essere intervistata su questo tema del denaro e del business?
Mi viene da dirti che preferirei parlare di valore più che di denaro. Siccome io tratto spesso preventivi, mi viene spontaneo dire questo perché un raffronto solo sul denaro è sempre un po’ sterile se non viene messo in relazione al valore.

 

Con questo focus, qual è il contributo che vuoi dare sul valore, rapportato al business e al denaro?
Vorrei portare “consapevolezza dell’abitare”: vogliamo che la nostra casa ci assomigli o siamo in evoluzione e quindi vogliamo sceglierla in una maniera più consapevole? Io mi metto nel mezzo per portare questo tipo di visione più ampia.

 

Consapevolezza: come associ questa parola al business e al denaro?
La associo al valore che diamo a noi stessi, al nostro benessere. Nel mio caso benessere legato alla casa che riflette degli aspetti di noi. Fare una scelta di valore per avere un’abitazione che ci rappresenti non è una cosa usuale: in genere si parla più di oggetti, invece qui parliamo di qualcosa che ha più a che fare con l’energia, un’energia fonte di armonia e bellezza che si riflette nella vita. Scegliere di farne un business è stato il mio modo di dare valore a questo aspetto.

 

Parlando di “competenza”, cosa significa per te e quale è la tua?
La competenza è fatta di una serie di conoscenze che nascono spesso da una curiosità innata. La competenza non è fatta solo di studio, ma anche di esperienze personali. Mi sono resa conto che nelle mie consulenze ho fatto convogliare una serie di conoscenze che mi sono arrivate negli anni da letture e da corsi che in apparenza erano slegati tra di loro e alla fine sono state come un puzzle che si completa e che è unico. Io sono un’arredatrice da sempre. A questo ho aggiunto diversi tasselli: il coaching che mi ha dato modo di dare una struttura a quello che già facevo e l’analisi della casa con una disciplina antichissima che si chiama Vastu e che mi permette di poter analizzare lo spazio, di osservare una planimetria, una casa con un occhio tutto mio, uno sguardo che diventa un’invisibile firma.

 

E cosa ti ha permesso di farla diventare un business?
È stata una scelta. Il valore del tempo mi ha dato il senso di questa necessità: era tanto il tempo che investivo coi clienti per parlare della qualità dell’ambiente, per analizzarlo, per dare consigli più opportuni invece che fare solo un preventivo. Mi sono resa conto che stava diventando un servizio che viveva di vita propria. La cosa che però ho osservato è che ci vuole anche uno sforzo interiore per decidere che questo è qualcosa che possiamo far diventare un business. Non è così scontato quando è anche una passione.

 

Quale è stata la chiave che ti ha permesso di fare questo passo?
La chiave sicuramente è stata il primo corso di coaching. Dopo il primo anno ho iniziato a pensare che potesse diventare qualcosa di bello anche da rendere fruibile nel mio lavoro quotidiano. Terminato il secondo livello il pensiero si è concretizzato. Il coaching mi ha dato il “la”, una chiave di lettura e uno strumento per poterlo attuare.

 

Se dovessi esprimere business, denaro e competenza in una formula, quale sarebbe?
Sarebbe passione + trasparenza = business. Queste due componenti, una passione rispetto a quello che si fa e una trasparenza rispetto al come, apparentemente slegate tra loro, quando emergono creano subito una relazione e un rapporto di fiducia col cliente. Secondo me questa è una formula vincente.

 

Ho visto che tendi a non usare la parola “denaro”. Quale è il tuo rapporto col denaro?
Direi che è un rapporto sfuggente, quasi evitante, quindi su questo argomento c’è ancora da lavorare. Per me non è stato per niente facile inserire un prezzo per questo tipo di consulenza. È un aspetto che ancora oggi è critico dopo tanti anni proprio perché quando una cosa ci viene spontanea spesso ci sentiamo scomodi nel farla diventare un guadagno oltre che un valore.

 

Su cosa vorresti lavorare per migliorare questo rapporto?
Quello che può aiutare questo rapporto sfuggente è un progetto. Quando il cammino fa intravedere un progetto più concreto, si inizia a pensare di poter trattenere qualcosa per costruire: quindi penso che un progetto concreto mi farebbe stringere la mano al denaro che arriva.

 

Completa queste due frasi:
Essere poveri è..
Essere ricchi è..
Le completerei allo stesso modo:
Essere poveri è una faccenda interiore.
Essere ricchi è sempre una faccenda interiore, ma più piacevole.

 

Parlando di progetti e il legame col denaro e il successo, qual è secondo te il segreto del successo?
Dipende cosa si intende per successo. Io intendo: fare qualcosa che si ama e una certa serenità interiore. Il denaro è una componente di questa forma di serenità che ti fa sentire che puoi stare con i tuoi ritmi. Il successo lo metto molto in relazione con il tempo, col riuscire ad avere del tempo per sé e tempo per sviluppare i progetti senza essere di corsa e stando in equilibrio con le proprie forze, ma sapendo collaborare: credo molto al lavoro di squadra.

 

Quale suggerimento senti di poter dare a chi sta leggendo sul fare diventare business la propria competenza?
Il consiglio è centrarsi sul proprio talento, cercare di fare un gran lavoro su di sé per capire qual è – e a quel punto costruirci intorno il proprio business. E poi il tempo: il tempo è valore, quindi è molto saggio usare un orologio perché le cose più sono concentrate più mantengono la loro essenza.

 

Siamo arrivate alla fine di questa intervista. Se dovessi riassumerla in una parola quale sarebbe?
Il valore della passione, della propria passione.

Stefania Panaro, Coach e formatore, sono anche sommelier
e appassionata di enogastronomia. 
Credo che la ricerca di cosa ci piace o non ci piace porti a definire
i confini di chi siamo e a metterci al centro dell’esperienza per
trovare il nostro percorso unico.

Daniela è un Interior coach, vive e lavora
tra Sestri Levante e Genova. Nasce come arredatrice
d’interni, mestiere che per lei è una sintesi fra il suo lavoro
e la sua più grande passione, la casa.
Come coach aiuta i clienti a fare scelte consapevoli e potenzianti
per la propria abitazione e di riflesso per la propria vita.